Applicò una parabola evangelica: beati gli ultimi. E così ribaltò gli ordini di arrivo e capovolse le classifiche generali. E così reinventò il ciclismo e riscrisse la storia. Luigi Malabrocca era il contrario, l’opposto, la vera unica alternativa a Coppi e Bartali: se Fausto e Gino lottavano per il comando della corsa, lui per il fondo; se l’Airone e l’Omino di ferro si sfidavano si staccavano dalla parte giusta, davanti, lui dalla parte sbagliata, dietro; se “quei due” si contendevano la maglia rosa, lui pretendeva la maglia nera. E ne fece un simbolo, una bandiera, un’icona, ancora oggi un modo di dire, intendere, alludere. L’ultimo.

Del “Cinese” (così lo chiamavano i tifosi per i suoi occhi a mandorla) si festeggia quest’anno il centenario della nascita (22 giugno). Il suo luogo di origine era nobile, Tortona, una decina di chilometri in linea d’aria da Castellania, la Betlemme di Coppi, e capitale di quel ciclismo alessandrino che dettava legge – aziende e industrie, corse e corridori, passione e tradizione – nel primo Novecento. Malabrocca – un ironico cognome da gregario riempiacqua e portaborracce – era un bel corridore (si sarebbe perfino laureato due volte campione italiano di ciclocross), ma intuì che con “quei due” c’era da lottare, ben che andasse, per il terzo posto. Tanto valeva conquistare l’ultimo, sperando nella disattenzione dei colleghi e nella generosità della gente. E fu così: fra premi e collette, inviti e regali, “il Mala” guadagnava più di tutti i comprimari. E se la godeva.

Ultimo nel Giro d’Italia del 1946 a 4 ore, 9 minuti e 34 secondi da Bartali: un’impresa. Ultimissimo nel Giro del 1947 a 5 ore, 52 minuti e 20 secondi da Coppi: un capolavoro. Rallentando, si imponeva. Peggiorando, migliorava. Arretrando, avanzava. “Il Luisìn” (così lo chiamavano i colleghi in gruppo) era, senza saperlo, il profeta dello “slow” (“slow food”, “slow foot”…, “slow hand”, “slow leg”…), il genio della moviola, forse anche l’ispiratore dell'”Elogio della lentezza” di Milan Kundera. E il protagonista di avventure (ma anche disavventure), stratagemmi (ma anche malefici), incantesimi (ma anche sortilegi), tutti a due ruote…..

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