Riforma Codice della Strada: strade scolastiche e doppio senso ciclabile. FIAB:

Il commento del presidente FIAB, Alessandro Tursi, alle novità contenute nel decreto promulgato da Sergio Mattarella

«Passi avanti giganteschi e in brevissimo tempo. Da questo momento i comuni italiani potranno accelerare su molti aspetti che riguardano la mobilità in bicicletta. I primi cittadini avranno molti meno vincoli e, occorre dirlo, anche molte meno scuse». Con queste parole il Presidente FIAB, Alessandro Tursi, ha accolto l’approvazione del Decreto Semplificazioni in cui sono contenute anche tante novità per quanto riguarda il Codice della Strada, punto su cui la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta investe da anni in termini di advocacy per ottenere un cambio di paradigma. Sono le persone, non le automobili, al centro della mobilità urbana (e non solo).

 

Nel Decreto Semplificazioni, promulgato dal Capo dello Stato – Mattarella ha comunque sottolineato quanto gli articoli non fossero omogenei con la materia del decreto legge – FIAB trova diversi importanti passi avanti per il diritto allo spazio pubblico a favore degli utenti attivi della strada. I sindaci possono individuare le strade residenziali Ebis a priorità ciclistica, con limite di velocità non superiore a 30 km/h e precedenza per le biciclette: uno spazio condiviso, con i rapporti di priorità ribaltati e una intera visione culturale rinnovata, dove la strada è delle bici, mentre le auto sono ospiti tollerati che possono circolare solo dando precedenza e usando la massima attenzione anche nei sorpassi. Viene poi finalmente introdotto anche in Italia il doppio senso ciclabile, che i critici continuano erroneamente a chiamare “bici contromano”: non è esattamente come lo chiedeva da anni FIAB – con sola segnaletica verticale – ma basterà comunque tracciare un linea a terra come corsia ciclabile, senza più vincoli riguardo alla larghezza della strada e alla presenza o meno di parcheggi. È una misura che punta a rendere più fluido il traffico urbano, rendendo anche più veloce e semplice la mobilità in bicicletta. Obiettivo per nulla di parte e a cui i sindaci dovrebbero puntare.

 

Altro passo avanti riguarda le cosiddette strade scolastiche: grazie alla riforma si colma anche su questo aspetto un vuoto normativo, perché ora la volontà delle amministrazioni locali di limitare o addirittura escludere circolazione, sosta e fermata alle auto negli orari di ingresso e uscita dalle scuole trova un chiaro inequivocabile riscontro nel Codice. Fatti di cronaca, anche recenti, dimostrano quanto la sicurezza per alunni e studenti passi anche da questa evoluzioni bike friendly dello spazio urbano.

 

Le novità sono in gran parte positive per la mobilità ciclistica, comunque FIAB, che  propone da anni provvedimenti a favore della sicurezza stradale in generale e dei ciclisti in particolare, sottolinea anche difetti e limiti della riforma guardando ancora oltre. «Parliamo delle corsie riservate ai mezzi pubblici – ha dichiarato Tursi – su cui ci saremmo aspettati più coraggio per permettere ai sindaci di far circolare anche lì le biciclette». Con queste norme invece sarà ammesso il transito di bici soltanto nei casi in cui non ci siano binari a raso e larghezza di almeno 4 metri e 30 centimetri. «Ma nel complesso – ha concluso il presidente FIAB – sono tanti e importanti i passi avanti. Bisognerà vedere ora il regolamento attuativo del Codice della strada riformato. Vigileremo, sempre pronti al dialogo costruttivo e propositivo grazie alle nostre competenze, ma anche pronti alla mobilitazione se e quando necessario».

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