10 set 2020 – Dal libro al palcoscenico. Imprese, amore, famiglia. Gastone Nencini torna alla ribalta a sessanta anni dalla sua vittoria al Tour de France 1960. A riproporlo è il figlio Giovanni, il primogenito, nato quando la relazione tra il campione toscano e la bionda Maria Pia era un segreto. Sposato lui, sposata lei. Una storia vissuta sull’orlo dello scandalo, meno mondano rispetto alle cronache interessate agli sviluppi della relazione tra Coppi e la Dama Bianca.

Dalla Francia, fissato il suo nome nell’albo d’oro del Tour, Nencini tornò in treno. Quando il convoglio si fermò alla stazione di Bologna, Maria Pia salì. Era partita da Firenze per poter abbracciare l’amante lontano da settimane. Al capolinea, discreta e invisibile, si allontanò scendendo dall’ultimo vagone. Lui, invece, era in quello di testa pronto a raccogliere gli abbracci dei suoi tifosi. Bologna-Firenze, un tempo residuo per amarsi, ma il tempo avrebbe dato ragione e quattro figli. “È stato il viaggio più bello della mia vita” ricorda oggi questa signora dagli occhi vivaci e il portamento eretto.
Nencini, il sale di un campione” è lo show nato dal volume “Sulla cresta dell’onda”, uscito a febbraio. Diari e memorie, una storia di ciclismo e passione, di imprese e parole dolci, di ordini di arrivo e lettere d’amore.
Besancon, 12 luglio 1960. Giacotto team manager della Carpano discute con Alfredo Binda (Ct della Nazionale). “Mi spiega cosa le ha fatto Nencini? È dall’inizio del Tour che lei punta su tutti meno che su Gastone.  Prima De Filippis, poi Battistini. Oggi doveva essere protetto e invece…”. “Nencini non mi ha fatto proprio nulla. E lei? Vuole prendere il mio posto?”.
Firenze, 17 luglio 1960. La città era deserta. I telefoni pubblici di via Cavour di domenica erano chiusi. Maria Pia si diresse verso le poste centrali vicino a Santa Croce dove, da non molto tempo, era stata installata una cabina per le telefonate internazionali. Lo aveva visto salire sul podio e ricevere il mazzo di fiori della sua vittoria e poi sfilare tra gli applausi per il giro d’onore… e quando gli occhi di lui incrociarono la telecamera le sembrò che la guardasse.  Infilò nella fessura tutti i gettoni che si era procurata, dette il numero dell’hotel di Parigi al centralino e rimase in attesa della comunicazione.

La nostra era una relazione clandestina. Ora fa sorridere. L’adulterio era un reato grave, si rischiava il carcere e bisognava stare molto attenti”.
“Nencini, il sale di un campione” è un omaggio insolito e ben riuscito, grazie ad un cast poliedrico. L’introduzione affidata a Riccardo Nencini, parlamentare, nipote del campione e da tempo sottosegretario ai Trasporti.  La trama si sviluppa con la voce e i gesti di Marco Pasquini (blogger e appassionato di bici d’epoca) e Marco Balestracci (attore e scrittore), a far da colonna sonora la chitarra di Onemanpier con i brani diventati parte della cultura popolare. Sul palco una sintonia degna di un quartetto della 100 km per narrare forature e soste, tradimenti e furbizie di un Tour che continua la sua storia sulle sponde dell’Arno.

Lorenza Cerbini

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