31-22-10-5-2. Non sono i numeri per il lotto, bensì la progressione dei piazzamenti di Geraint Thomas alla Tirreno – Adriatico 2020.

Un dato statistico che lascia il tempo che trova, date le caratteristiche dei tracciati totalmente diversi giorno dopo giorno, ma interpretabile come il simbolo della crescita del corridore gallese. Escluso dal Tour de France in quanto non al 100% della condizione, l’alfiere della Ineos – Grenadier sta lavorando sodo per presentarsi al top della condizione per il Giro d’Italia

Padrone del Tour de France 2018 e secondo nel 2019, Thomas sente di avere tutte le carte per poter puntare al successo nella Corsa Rosa e anche il percorso sembra strizzargli l’occhio. I 64 chilometri a cronometro previsti dal tracciato potrebbero favorirlo nell’ipotetico confronto con gli altri big, ma ciò che conta maggiormente è lo stato di forma. Il confronto con i possibili avversari del prossimo Giro in gara alla Tirreno è chiaro. Se Simon Yates sembra già volare in salita, Nibali e Fuglsang al momento appaiono in leggero ritardo. Thomas dal canto proprio dà l’impressione di star bene, ma con margini di miglioramento. Mancano ancora diversi giorni alla partenza di Palermo e le carte in tavola possono cambiare. Il novero dei favoriti potrebbe subire un vero stravolgimento dopo il Tour de France, con qualche ‘deluso’ che potrebbe fare un pensierino alla maglia rosa, ma il britannico ha lanciato chiari segnali. Salendo verso Sassotetto abbiamo visto un corridore in buona condizione e i 35 secondi di gap da Simon Yates si possono colmare. 

Geraint Thomas (GBR – Team Ineos) – photo Roberto Bettini/BettiniPhoto©2020

E’ giusto considerarlo il favorito numero 1? I numeri parlano chiaro: il rendimento del gallese negli ultimi anni è stato di altissimo livello nei Grandi Giri. Il Giro è diverso dal Tour, le insidie sono molteplici e fare troppi calcoli è prematuro. Tuttavia ci sono tanti motivi per credere che Thomas non voglia farsi trovare impreparato all’appuntamento. All’età di 34 anni vuole ancora dimostrare di poter essere competitivo al cospetto dei tanti emergenti del panorama internazionale. Anche per mandare un segnale chiaro a Dave Brailsford per il 2021: un posto da capitano per il Tour se lo può ancora contendere.

a cura di Luca Pellegrini per iNBiCi Magazine

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